Al centro del webinar organizzato dal team IJD i temi legati non soltanto agli obblighi normativi, ma leve strategiche per le imprese che vogliono innovare, attrarre talenti e costruire modelli organizzativi più sostenibili e competitivi.
Inclusione lavorativa e disabilità: questi i temi al centro del webinar “DE&I: dall’impegno ai fatti. Come creare valore in azienda” promosso da Hidoly e Cesop HR Consulting Company lo scorso 22 maggio, un confronto che ha coinvolto esperti, professionisti HR e rappresentanti del mondo dell’accessibilità per analizzare le principali novità introdotte dalla riforma della disabilità e le opportunità concrete per le imprese.
Ad aprire l’incontro sono stati Roberta Barba di Hidoly e Alessandro Pivi di Cesop, che hanno sottolineato l’obiettivo dell’iniziativa: accompagnare le aziende verso azioni sempre più concrete sui temi dell’inclusione, creando valore organizzativo e culturale.
Riforma della disabilità: il “progetto di vita” al centro
Carlo Francescutti, esperto e collaboratore dell’Autorità garante dei diritti delle persone con disabilità, ha approfondito le principali novità introdotte dal Decreto Legislativo 62/2024, spiegando come la riforma sposti l’attenzione dalla sola certificazione della disabilità alla costruzione di un vero e proprio “progetto di vita”.
L’obiettivo è favorire una maggiore integrazione tra welfare territoriale, servizi sociosanitari, inclusione sociale e inserimento lavorativo, creando percorsi personalizzati e coordinati che accompagnino la persona nelle diverse fasi della vita. Francescutti ha ricordato che la riforma è già in fase sperimentale in oltre 40 province italiane e che sono stati stanziati importanti fondi per sostenere i processi inclusivi e le opportunità occupazionali.
Tra gli aspetti più rilevanti per le aziende emerge anche la modifica alla Legge 68/99 sul collocamento mirato. Le imprese con più di 50 dipendenti potranno coprire fino al 60% della quota d’obbligo attraverso accordi con enti del Terzo Settore, cooperative sociali, fondazioni e società benefit. Un cambiamento che, secondo Francescutti, punta a rafforzare la collaborazione tra imprese e soggetti specializzati nell’accompagnamento delle persone con disabilità verso il lavoro.
Inclusione e accessibilità: un valore per il business
Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity Lab, ha invece portato il punto di vista dell’inclusione come leva strategica di innovazione e competitività. Secondo Vecchioni, molte aziende continuano a sottovalutare il valore economico e sociale dell’accessibilità, perdendo opportunità di mercato, fiducia e capacità di innovazione.
Nel suo intervento ha ricordato come le persone con disabilità rappresentino circa il 24% della popolazione italiana, mentre la loro presenza nella comunicazione aziendale e nei prodotti resta ancora marginale. Un dato che evidenzia quanto spazio ci sia ancora per costruire servizi, esperienze e linguaggi realmente inclusivi.
Attraverso esempi concreti, Vecchioni ha mostrato come l’accessibilità abbia un impatto diretto sulla customer experience: un ambiente non accessibile non esclude soltanto la persona con disabilità, ma spesso anche il suo contesto familiare e relazionale. Per questo motivo le aziende più evolute iniziano a considerare l’accessibilità come parte integrante della strategia di business e della relazione con il cliente.
Nel webinar è stato richiamato anche il cosiddetto “curb cut effect”: gli scivoli sui marciapiedi, progettati inizialmente per le persone con disabilità motoria, oggi sono utilizzati da tutti. Lo stesso principio vale per prodotti, servizi e ambienti di lavoro: progettare in modo inclusivo migliora l’esperienza complessiva per ogni persona.
Accomodamento ragionevole: cosa possono fare concretamente le aziende
Un approccio molto operativo è arrivato dall’intervento di Manuela Pioltelli, responsabile del collocamento mirato all’interno di Umana, che ha approfondito il tema dell’accomodamento ragionevole.
Pioltelli ha spiegato come il concetto di accomodamento ragionevole ribalti il punto di vista tradizionale: non è la persona con disabilità a “non andare bene” per il lavoro, ma è l’organizzazione che deve interrogarsi su quali strumenti adottare per permettere a ciascuno di esprimere al meglio le proprie competenze.
Gli accomodamenti possono essere fisici, organizzativi o tecnologici e includere, ad esempio:
- flessibilità oraria;
- smart working;
- adattamenti degli spazi;
- strumenti digitali;
- modalità di lavoro personalizzate.
Pioltelli ha inoltre ricordato che molte di queste misure possono essere sostenute attraverso strumenti di finanziamento dedicati, ancora poco conosciuti o utilizzati dalle aziende.
Accessibilità digitale e comunicazione inclusiva
Tra i relatori del webinar anche Sebastiano Scarlata, Chief Technology Officer di Hidoly, che ha illustrato l’importanza dell’accessibilità degli strumenti di comunicazione, a cominciare dai siti web e dalle intranet, mostrando in pratica alcuni interventi che le aziende possono adottare.
Inclusione lavorativa: una scelta strategica per il futuro
Il messaggio emerso dal webinar è chiaro: le aziende inclusive sono anche aziende più innovative, attrattive e competitive.
La nuova normativa offre strumenti concreti, ma il vero cambiamento dipenderà dalla capacità delle organizzazioni di trasformare l’inclusione in cultura aziendale, innovazione e progettazione quotidiana.
Perché oggi parlare di disabilità e lavoro significa parlare di futuro del lavoro, sostenibilità e sviluppo.
Il confronto proseguirà con i prossimi due appuntamenti di Inclusion Job Day il 12 giugno e il 23 ottobre. Il 12 giugno, come di consueto, ad aprire la giornata sarà la tavola rotonda online, Inclusion Job Talk, dedicata a DE&I e competenze. Un’occasione di dialogo tra aziende, professionisti e candidate/i sui temi dell’occupazione inclusiva.