Presentata al Parlamento e al Ministro per la Disabilità la relazione sull’attività svolta nel 2025, la prima da quando è nata l’istituzione a difesa dei diritti delle persone con disabilità.
L’Autorità Garante nazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità ha iniziato ad operare nel gennaio 2025 con l’obiettivo di contrastare i fenomeni di discriminazione diretta e indiretta, assicurando che le persone con disabilità possano godere pienamente dei loro diritti e libertà fondamentali.
A presiedere l’istituzione, è l’avvocato Maurizio Borgo, che aveva rilasciato un’intervista al nostro magazine a pochi mesi dalla nomina.
Dalla dichiarazione dei diritti alla loro attuazione
A un anno di attività, il 15 aprile scorso, l’Autorità Garante ha presentato al Parlamento e al Ministro Alessandra Locatelli la relazione annuale sull’anno 2025, intitolata “Dalla garanzia formale alla tutela effettiva dei diritti delle persone con disabilità”.
Sono state oltre 1300 le segnalazioni urgenti arrivate in un solo anno. “Segnalazioni – come ha sottolineato Borgo – che sono testimonianze dirette di disfunzioni e possibili discriminazioni”. Riguardano soprattutto l’ambito scolastico e sono relative a situazioni di mancata inclusione o interruzione dei percorsi educativi e terapeutici. Da queste segnalazioni emergono le prime raccomandazioni per garantire il diritto allo studio e la continuità dei percorsi per gli studenti con disabilità.
Una lezione preziosa
Come si legge tra le conclusioni della relazione, la lezione più importante che offre l’attività svolta dall’Autorità Garante nell’anno 2025 è questa: “per poter agire bene è necessario conoscere. La conoscenza statistica e informativa sulla disabilità nel nostro Paese è ancora insufficiente, frammentata, disomogenea. Non si dispone di un sistema organico e aggiornato che consenta di comprendere con precisione la dimensione reale dei bisogni”. E ancora: “La mancanza di dati omogenei è un problema strutturale. Incide sulla capacità di programmare politiche di sostegno adeguate, di dimensionare correttamente le risorse, di costruire strumenti di conciliazione tra lavoro e cura, di prevenire il rischio di impoverimento o isolamento sociale delle famiglie coinvolte”.
Un primo passo verso una società davvero inclusiva
Il percorso avviato nel 2025 rappresenta soltanto il primo passo: la costruzione di una società realmente inclusiva, si legge nella relazione, non dipende da un singolo intervento normativo, né dall’azione di una sola istituzione: è frutto di un impegno collettivo che coinvolge Parlamento, Governo, Regioni, enti locali, sistema sanitario, scuola, mondo del lavoro, università, associazioni e cittadini. Perché una società è davvero inclusiva non quando proclama diritti, ma quando li rende effettivi. Con questa Relazione, l’Autorità restituisce al Parlamento e al Ministro per le disabilità non soltanto un quadro dell’attività svolta nell’anno 2025, ma un invito: fare dei diritti delle persone con disabilità un terreno di unità democratica, di coerenza costituzionale e di modernizzazione del Paese”.
La relazione annuale completa è disponibile a questo link.