Il concetto di accomodamento ragionevole.

Accomodamento ragionevole, inclusione lavorativa e valorizzazione dei talenti con disabilità nel mondo del lavoro. Alcuni tra i principali argomenti fonti di numerosi spunti di riflessione per le tematiche in continuo sviluppo trattate durante gli eventi dell’Inclusion Job Day.
Tra gli appuntamenti dell’Inclusion Job Talk, gli elevator pitch aziendali e le loro presentazioni tenute nelle precedenti edizioni, la strada per la condivisione e la promozione delle migliori pratiche di diversity & Inclusion è tracciata. Il percorso continua nei prossimi appuntamenti in programma il 30/06 e il 27/10.
Sempre con l’obiettivo di approfondire ed di allargare il più possibile le conoscenze sulle tematiche dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità nel mondo lavorativo, trattiamo oggi il tema dell’accomodamento ragionevole.

 

L’evoluzione del concetto di accomodamento ragionevole

Il tema dell’accomodamento ragionevole parte dai concetti di uguaglianza per i lavoratori con disabilità adottati nella Direttiva 2000/78/CE del Consiglio Europeo e nella Convenzione ONU su diritti delle persone con disabilità del 2006.

Una prima definizione di accomodamento ragionevole è trattata nell’Art5 della Direttiva citata. Linee guida e misure destinate a rispettare parametri e buone pratiche a favore di luoghi di lavoro accessibili e funzionali a tutti i tipi di lavoratori. Stesse linee guida poi ampliate nell’Art.6, ad argomenti come gli orari di lavoro più flessibili, mezzi di trasporto lavoro-casa idonei e pause lavorative che rispettino le diverse esigenze.
Ulteriore evoluzione del concetto di accomodamento ragionevole è da ritrovare nella Convenzione ONU del 2006. L’obiettivo di tale convenzione è quello di ottenere il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti e libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità ed il rispetto della loro dignità. Il tutto anche attraverso azioni e promozioni politiche per l’inclusione e l’accessibilità al lavoro delle categorie citate. In evoluzione quindi, il concetto di accomodamento ragionevole esplicato all’interno della Convenzione. Il punto è quello di tenere conto sia dell’idoneità a consentire alle persone con disabilità il corretto svolgimento del proprio lavoro ma porre anche l’attenzione sui costi a carico del datore di lavoro definendo il concetto di “ragionevolezza” integrato all’accomodamento ragionevole.

“…Per “accomodamento ragionevole” si intendono le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongono un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità, in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali…”

Nel 2015 la Legge 68/99, è stata integrata con l’introduzione del Decreto Legislativo (151/2015), che assegna all’accomodamento ragionevole il ruolo di misura per colmare l’assenza di azioni dedicate all’integrazione lavorativa delle persone con disabilità. L’accomodamento ragionevole diventa quindi uno strumento prezioso per mettere la professionalità dei recruiter e delle agenzie per il lavoro, al servizio dell’inclusione e delle aziende rendendo possibile ad un lavoratore con disabilità, qualificato per una determinata posizione lavorativa, di superare lo svantaggio derivante dal suo stato di salute, dandogli l’opportunità di ambire al posto di lavoro e di svolgere l’attività lavorativa in condizioni di uguaglianza con gli altri lavoratori dipendenti.

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