Firmato il decreto dal Presidente Sergio Mattarella, a testimonianza dell’impegno per migliorare la qualità della vita di ogni persona
Dall’approvazione in Consiglio dei Ministri alla firma del Presidente della Repubblica: Il Piano d’Azione triennale chiude un percorso condiviso tra l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e i vari ministeri e si avvia verso la fase di lancio. Il Piano ha una struttura molto operativo e prevede azioni concrete e monitorabili.
Il documento è suddiviso in 7 linee di intervento:
- Accessibilità Universale
- Salute e Benessere
- Inclusione Lavorativa
- Istruzione, Università e Formazione
- Progetto di Vita
- Sicurezza Inclusiva e Cooperazione Internazionale
- Sistemi di Monitoraggio delle Politiche a Favore delle Persone con Disabilità
Gli obiettivi dell’inclusione lavorativa
Per questa specifica linea di intervento, il Piano prevede una serie di obiettivi che riguardano, in particolare, il potenziamento del sistema di collocamento mirato; la promozione di convenzioni e contratti riservati; il sostegno alla transizione scuola-lavoro e valorizzazione delle competenze delle persone con disabilità; il rafforzamento delle tutele dei loro diritti nel rapporto di lavoro; la revisione e l’armonizzazione del sistema previdenziale; la promozione degli accomodamenti ragionevoli e del welfare contrattuale; il sostegno all’autoimprenditorialità e al lavoro autonomo.
Il contributo delle Associazioni
“Il nuovo Piano testimonia l’impegno costante e concreto dell’Italia per migliorare la qualità della vita di ogni persona, attraverso azioni e obiettivi condivisi tra i diversi livelli istituzionali e con il mondo delle associazioni, che ringrazio per il lavoro che svolgono ogni giorno per promuovere i diritti delle persone con disabilità e garantire il diritto di tutti alla piena partecipazione alla vita sociale, civile, politica, culturale, sportiva, educativa del nostro Paese”. Così il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha commentato l’iniziativa che si prefigge un cambiamento di prospettiva. “Vedere le potenzialità e non i limiti nelle persone passa anche da questo importante lavoro di politiche condivise in linea con la riforma per le disabilità, con la Carta di Solfagnano e naturalmente con la Convenzione ONU sui diritti delle Persone con disabilità”.