Dal 6 al 15 marzo, 665 atleti paralimpici provenienti da 50 Paesi, si sfideranno in sei discipline nelle stesse location dedicate alle Olimpiadi invernali
Sarà l’Arena di Verona a ospitare la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Un evento che, secondo gli organizzatori, non vuole soltanto emozionare, ma soprattutto lasciare un’eredità alle generazioni future, mostrando il potere e il ruolo dello sport nel cambiamento, nell’evoluzione della società e nella capacità di offrire nuove e pari opportunità a tutti e tutte.
Tema della cerimonia è “Life in Motion”: un omaggio alla vita, intesa come cambiamento e trasformazione, che si ispira al linguaggio dell’arte e alla sua capacità unica di interpretare la realtà contemporanea in continua evoluzione. Un approccio che riscrive il modo di concepire la disabilità attraverso il raggiungimento di un’armonia nuova tra persona e ambiente.
La terza volta dell’Italia
Per il nostro Paesi si tratta della terza Paralimpiade, dopo Roma 1960 e Torino 2006, e la prima “diffusa” tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto-Adige, come già avvenuto per le Olimpiadi appena concluse. Saranno infatti le stesse location ad ospitare le varie discipline: biathlon paralimpico, para ice hockey, sci alpino paralimpico, sci di fondo paralimpico, snowboard paralimpico e wheelchair curling (curling in carrozzina).
Tutte le informazioni sul sito dedicato.
Prossima tappa in Francia
Alla 14ma edizione dei Giochi Paralimpici Invernali partecipano 665 atleti provenienti da 50 Paesi. La cerimonia di chiusura si terrà Il 15 marzo: questa volta i riflettori si accenderanno sullo Stadio Olimpico del Ghiaccio – il Cortina Curling Olympic Stadium – di Cortina d’Ampezzo. Saranno i ricordi come veicolo di bellezza, emozione e memoria condivisa capace di unire il mondo il tema creativo dell’evento conclusivo, un “Italian souvenir” con cui l’Italia si congeda passando il testimone alla Francia. Anche qui si tratterà di una Paralimpiade diffusa fra i territori andando dalle montagne dell’Alta Savoia alle strutture di Nizza.
Appuntamento al 2030, quando, ci auguriamo vivamente, di assistere a una unica grande parata internazionale di talenti sportivi, senza più divisione tra atleti e para-atleti. E voi cosa ne pensate?